Venerdì 25 e sabato 26 ho vissuto, con i ragazzi di terza media, l'esperienza del Sermig di Torino.
Il Sermig (Servizio Missionario Giovani) è nato nel 1964 da un'intuizione di Ernesto Olivero e da un sogno condiviso con molti: sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo, vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione ai giovani cercando insieme a loro le vie della pace.
Il Sermig si trova all'interno di un'antica fabbrica di armi in disuso. Dal 1983 il lavoro gratuito di tanti, soprattutto giovani, lo ha trasformato in una profezia di pace, un monastero metropolitano aperto 24 ore su 24. E' un punto di incontro tra persone di cultura, religione, appartenenza politica diversa per dialogare, conoscersi, correggersi, crescere, camminare insieme. E' un riferimento per i giovani che hanno voglia di dare un senso alla propria vita. E' una casa aperta a chi aspetta un soccorso: madri sole, carcerati, stranieri, persone che hanno bisogno di cure, di casa, di lavoro. E' un luogo di preghiera dove chiunque può sostare, incontrare il silenzio e Dio. E' un luogo dove ognuno può restituire qualcosa di sè: tempo, professionalità, beni spirituali e materiali.
Il risultato? Milioni di persone aiutano milioni di persone.
Noi abbiamo fatto poco perchè siamo rimasti poco, ma abbiamo potuto toccare con mano tutte le realtà di cui il Sermig si occupa: abbiamo contribuito a sistemare gli alloggi per le persone che chiedono rifugio all'Arsenale, abbiamo dato una mano con le faccende domestiche (pulizie, cucina...) e abbiamo aiutato a smistare le centinaia di sacchi di materiale (vestiti, alimentari, cancelleria, farmaci...) che ogni settimana il Sermig riceve per poi operare nelle diverse zone del mondo colpite dalla guerra e dalla fame. E' stato bello, però, soprattutto incontrare le persone che si occupano del Sermig: tutti ci hanno trasmesso una grande voglia di fare e di mettersi al servizio degli altri.
SERMIG
Piazza Borgo Dora 61
10152 Torino
Tel. 011 4368566
ccp 29509106
www.sermig.org

Vi amo...
«Come mi sollevano in alto
i tuoi baci.
Mi perdo.
Tienimi.»
(Ghiannis Ritsos)
Vertigine. Quella dei baci. I baci di un amore nuovo, da dare a occhi chiusi, allo sbaraglio, senza chiederci dove ci porteranno. O i baci di un amore vecchio, in cui rifugiarsi e accoccolarsi, come su un divano; a occhi chiusi, perchè stavolta ci fidiamo. Il segreto, sempre, è lasciarsi andare.
Da "City" - venerdì 18 maggio 2007

Quest'uomo mi piace.
Ho avuto occasione di vederlo in due film divertenti, ma alquanto stupidini e leggeri ("Just Like Heaven" e "13 going on 30"), ma me lo ricordo (per la verità un pò vagamente) anche in "In the cut", il film che ha segnato la svolta hard di Meg Ryan...va beh
. E ho notato che ha un ruolo abbastanza importante in "Zodiac" che in questi giorni è al Festival di Cannes.
Non so esattamente cosa mi attragga di lui...ha un non so che di affascinante e di..."normale". Non è uno di quei divi bellocci che bucano lo schermo con un solo sguardo, però ha fascino...
Mi piace.
ps: mi rendo conto che questa foto possa non rendergli il giusto merito...pazienza
!

Ieri è successo. Per la prima volta. Mi sono macchiata di un omicidio colposo.
Stavo camminando con ERi per raggiungere la mia macchina, dopo aver passato una piacevole serata a base di pizza&budino&chiacchiere a casa di Lau. Ad un certo punto ERi mi ha fatto notare che sul ciglio della strada c'era una lumaca. Abbastanza grande, bella, con le sue cornettine, che, non troppo lentamente, con il suo guscio in spalla, cercava di raggiungere il prato adiacente alla strada.
E poi il fattaccio. Mentre io mi giro per tornare alla macchina, ERi esclama: «Oh, guarda...ce n'è un'alt...»
CRAAAAAAAAAC!
Più. Ho schiacciato la sua compagna. Il medico legale (sempre ERi) è accorso sul posto e ha decretato la sua fine. Ora del decesso: 00.50. 
Giuro che io mi metto anche d'impegno e mi pongo come obiettivo di fare la brava, comportarmi nel modo più naturale possibile e soprattutto andare avanti. E come quando sono sul palco e mi viene da ridere e per stare seria devo pensare alle cose più brutte, così, quando ci sei tu, mi devo focalizzare su tutti i tuoi difetti per tornare con i piedi per terra e dirmi che è giusto che vada così.
Ma poi tu mi guardi...e io crollo come una pera (cit.). Mi parli e non riesco a guardarti negli occhi e mi trema la voce e non mi vengono le parole. Completamente andata.
E poi le tue mani...si sa che io sono una maniaca dei particolari, e io, quelle mani, le adoro. Così grandi, mi hanno sempre dato una sensazione di forza e tenerezza insieme. Quanto mi mancano...quanto mi manchi...
«Fa un po' male, certo, ma poi il male passa e, quando non c'è più, lo si dimentica. Si dimentica la parte peggiore, perlomeno. Come se non ci fosse mai stata. La nostra mente è fatta in modo da non conservare un ricordo dettagliato del dolore. E anche della gioia. E' un dono che ci fa Dio, un segno del suo interesse per noi.»
Inman avrebbe voluto replicare, ma poi decise di stare zitto e lasciare che la donna la pensasse a modo suo, se questo le dava conforto, indipendentemente dagli errori della sua logica.
(Charles Frazier, "Ritorno Cold Mountain)
E adesso...come faccio? Finita la seconda serie, i dubbi aumentano...e qui impazzisco!!! Per non esplodere, di settimana in settimana, ho dovuto raccontare ogni cosa a mia mamma che, pur non avendo visto neanche una puntata, ora è più esperta di me!
Credo di essere affetta da una qualche malattia ossessiva da serie televisive! Finita una, devo subito trovarne un'altra a cui affezionarmi per dimenticarmi che sto aspettando con ansia come procedano le vicende della prima. E anche se rosico, guai a chi mi dà un qualsiasi tipo di anticipazione, soprattutto se non richiesta.
E poi finchè si era trattato di sostituire Dawson&Joey con Summer&Seth o Buffy con Veronica Mars o il Dr. House con gli improbabili dottori di Scrubs, finora aveva sempre funzionato...ma come posso sostituire il vuoto che Lost lascerà nel mio martedì sera, tornato improvvisamente libero dopo la fine delle prove con il coro?!
Lost è diversa da tutte le altre serie che ho seguito finora...la costruzione delle puntate, le storie che si intrecciano, i misteri che restano irrisolti...e poi non riesco a trovare un mio personaggio preferito. Li amo e li detesto tutti a seconda delle occasioni...anche se confesso di avere un debole per il bel dottore. E per Sayid.
Boh...vorrà dire che andrò avanti ancora per qualche mese a chiedermi chi siano "gli altri", cosa c'è nella testa di Hurley, a cosa diavolo servano tutti quei bunker, a chi darà il suo cuore Kate, chi siano in verità Libby, Henry Gale, Desmond...quale segreto nasconda l'isola...«la palla di vetro con la neve»...
...S O D D I S F A Z I O N I !!!

Avere conquistato la finale e soprattutto non trovarsi davanti quell'ingrato di Sheva...non ha prezzo! (PS: Gila ti aaaaaaaamooooooooooooooooo)