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Blogger: harlene
Ely...a cui piacciono la Nutella, il Natale, la neve, le favole, i girasoli, i sorrisi, Ben, il cioccolato fondente, gli angioletti, Le Vibrazioni, stare sotto al piumone, svegliarsi nel cuore della notte e rendersi conto di avere ancora tante ore di sonno, recitare, leggere, cantare, il cinema, i telefilm, Andrea, le matite e le penne, ricordarmi i compleanni, gli abbracci e le coccole, i Red Hot Chili Peppers... ...che non sopporta le sovracopertine dei libri, le persone con due (o più) facce, chi mi racconta in anteprima le trame di film/libri/serie tv, gli addii, i cambiamenti...

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martedì, 30 ottobre 2007

Diagnosi

Pensavo che un mese e mezzo di un farmaco dietro l'altro sarebbe finito.
Pensavo che una volta arrivata dall'otorino avrei trovato la soluzione ai miei problemi.
E invece la soluzione non c'è. Disfonia da cattivo uso della voce (che però è utile, se non indispensabile, per il lavoro). Unico rimedio: riposo vocale.
Stanca, stanca di avere una voce che non è la mia, di non poter cantare nemmeno in macchina ascoltando la radio, figuriamoci portare avanti i miei progetti di canto. Stanca di non sentirmi più io, di sentirmi male, di non riuscire a recuperare moralmente perchè il mio fisico non risponde. Forse aveva ragione la Fox: non tornerà mai più come prima.
Stanca...e adesso c'è anche Ale all'ospedale.
Non ce la faccio più, mi viene solo da piangere.

ps: auguri Sarcy, bei vecchi tempi quelli in cui si "festeggiava" il tuo compleanno ridendo, scherzando e girando con una telecamera per Bergamo a fare le sceme...


postato da: harlene alle ore 17:05 | link | commenti (5)
categorie: life as ely knows it
domenica, 28 ottobre 2007

Sciopero

Sballottate in giro per il palinsesto quello che volete...
MA TOGLIERE HEROES DALLA DOMENICA SERA
E' TROPPO!!!!!!!!!!!


postato da: harlene alle ore 21:23 | link | commenti (2)
categorie: life as ely knows it, harleneteca

Cambiare, viaggiare...

Peter Lawrence ha detto: «Se non sai dove vai, finisci da un'altra parte».
Da tempo dico di aver voglia di cambiare aria...sì, ma per andare dove? E accompagnata da chi? E per andare incontro a cosa? Finirà che andrò a finire da un'altra parte...

«Così Elisewin scese verso il mare nel modo più dolce del mondo - sotto la guida di suo padre - portata dalla corrente, lungo la danza fatta di curve, pause ed esitazioni che il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l'unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi del male. (...)
Nessuno dovrebbe dimenticare quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una parola: addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe
dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero, portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano
Alessandro Baricco "Oceano Mare"

«Il capitolo che attacchi e non sai ancora quale storia racconterà è come l'angolo che svolterai uscendo da questa stanza e non sai se ti metterà faccia a faccia con un drago, uno stuolo di barbari, un'isola incantata, un nuovo amore.
Io corro...
Dal raccontare al passato, e dal presente che mi prendeva la mano nei tratti concitati, ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? Quali fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? Quali impreviste età dell'oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro...?»
Italo Calvino "Il cavaliere inesistente"


postato da: harlene alle ore 16:20 | link | commenti (1)
categorie: life as ely knows it
lunedì, 15 ottobre 2007

D.

Male. Male fisico. Male nel cuore, nella pancia. Lo senti, qualcosa che ti si stringe dentro. Una piccola mano in una mano grande, vorresti che fosse la tua nella sua. Groppo in gola di lacrime ricacciate giù. Misuri ogni parola, pesano come se fosse piombo. Sai che è sbagliato, ma a volte sembra quasi quello giusto. E di colpo ti scopri così orgogliosa di lui da non riuscire neanche a esprimerlo a parole. Vorresti solo abbracciarlo...ma hai paura di sbagliare di nuovo e incrinare questo non-equilibrio.


postato da: harlene alle ore 17:56 | link | commenti (4)
categorie: life as ely knows it
mercoledì, 10 ottobre 2007

"Hey There Delilah" (Plain White T's)

hey there delilah
whats it like in new york city
im a thousand miles away
but girl tonight you look so pretty
yes you do
time square cant shine as bright as you
i swear its true

hey there delilah
dont you worry about the distance
im right there if you get lonely
give this song another listen
close your eyes
listen to my voice its my disguise
im by your side

oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me
what you do to me

hey there delilah
i know times are gettin hard
but just believe me girl
someday ill pay the bills with this guitar
we'll have it good
we'll have the life we knew we would
my word is good

hey there delilah
ive got so much left to say
if every simple song i wrote to you
would take your breath away
id write it all
even more in love with me youd fall
we'd have it all

oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me

a thousand miles seems pretty far
but they've got planes and trains and cars
id walk to you if i had no other way
our friends would all make fun of us
and we'll just laugh along because we know
that none of them have felt this way
delilah i can promise you
that by the time that we get through
the world will never ever be the same
and youre to blame

hey there delilah
you be good and dont you miss me
two more years and youll be done with school
and ill be makin history like i do
you know its all because of you
we can do whatever we want to
hey there delilah heres to you
this ones for you

oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me
oh its what you do to me
what you do to me

La canzone del momento...troppo troppo bella (grazie Lau )!!!!


postato da: harlene alle ore 18:19 | link | commenti
categorie: harleneteca
venerdì, 05 ottobre 2007

Noi...che stavamo meglio!

Oggi ho ricevuto questa mail che trovo a dir poco geniale! E mi chiedo: visto che i genitori di oggi sono i bambini di ieri...ma cribbio, ma non vi ricordate più che quando eravamo piccoli noi si stava molto ma molto meglio ?! Buona lettura...con qualche commento personale .

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color".
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente (cavoli, troppo vero!!).
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria (Maria col capello verde, Joe con la bocca storta, Tom con la faccia lunga...).
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose e città (e la città con la D era sempre Domodossola) (c'è qualcuno che ci gioca anche adesso...).
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a rubamazzetto con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..) (ma anche no...)
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia (teneri...).
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo (al massimo il TopoWalkie...).
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero (vorrei cantare insieme a voi...).
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Bergomi Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina (e qui mi sono resa conto di quanti anni ho...).
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella...Fai merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che si andava all'oratorio a giocare a boccette.
Noi che le prime sciate le abbiamo fatte con le gite dell'oratorio (con i sacchetti neri della pattumiera...ahahahahahahahah).
Noi che c'era sempre qualcuno del gruppo che suonava la chitarra.
Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.
Che fortuna amici!


postato da: harlene alle ore 18:27 | link | commenti (5)
categorie: life as ely knows it, harleneteca