Luca Bianchini: scoperto per caso e adesso la sensazione di non volerlo lasciare mai.
Mi piace il suo modo di scrivere: semplice, diretto, senza troppi fronzoli apparenti ma con molti riferimenti dietro, quelli se già li conosci ti stupisci che qualcuno la pensi esattamente come te e quelli che se invece ti sono sconosciuti non vedi l'ora di ricercarne il significato.
"Instant Love" è una storia d'amore, solo che i protagonisti sono tre: Daniele, Viola e Rocco. Non un semplice triangolo, come specificato nel retro copertina, ma piuttosto "un'acrobazia d'amore". Perchè in fondo è questo l'amore, no? Un'acrobazia, qualcosa di difficile, cercare di stare in equilibrio sopra un mondo che certezze non ne dà.
E penso che sia inevitabile e quasi un pò sorprendente, alla fine, fare il tifo per Rocco: l'unico che «impara a volare senza rete, insomma, e senza ali», che non si barrica dietro l'atteggiamento da Lolita coi tacchi alti di Viola o da bello e impossibile di Daniele (l'unico, per altro, nella mia immaginazione con un volto e una fisionomia ben precisa), l'unico che si butta totalmente e anche un pò incoscientemente in questa follia che è l'amore.
Curioso leggere nel sito dell'autore il "backstage" del romanzo e scoprire che inizialmente Rocco si dovesse chiamare Alberto. Alberto...come il Biondo. Non che si chiami davvero così (...e di questo passo non lo scoprirò mai...), ma è il nome che avevo inventato per lui prima di definirlo semplicemente con il colore dei suoi capelli. Oggi è tornato a farsi vedere, bello come non mai, con i colori dell'estate addosso...e con le fossette sulle guance quando sorride. Meraviglia... 

There's nothing you can do that can't be done.
Nothing you can sing that can't be sung.
Nothing you can say but you can learn how to play the game.
It's easy.
Nothing you can make that can't be made.
No one you can save that can't be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be you in time.
It's easy.

All you need is love...love is all you need.

«Non c'è amore più intimo e incompreso di quello con un libro che ti piace»
Finito. Mangiato. Di-vo-ra-to.
Come mi succede tutte le estati, quando finisco le vacanze, gli altri sono ancora tutti via, tutta mia la città (cit.)...se poi diluvia ogni mezzora come sta succedendo in questi giorni, io, con la lettura, ci vado a nozze.
Mercoledì ero in un centro commerciale con la mamma, più per stare al fresco che per fare acquisti, e infatti non ho comprato niente se non i Muffin per fare colazione alla mattina. Un gelato e poi un salto in libreria, così, per vedere se c'è qualcosa che ci va. Con gli sconti estivi, poi, gli acquisti sono molto più belli. E mentre lei si sforza di ricordare quale libro di Rosamunde Pilcher le manchi, io incappo (ma che parola è???? ahahahahahah) nel più classico dei colpi di fulmine: "Se domani farà bel tempo" - Luca Bianchini.
E chi è? Mai sentito...non fosse che poi mi sono documentata e ho scoperto che fa un sacco di cose e questo è il suo terzo o quarto libro. Ma va bene, viviamo nell'ignoranza!
Parla di Leon, con l'accento sulla "o" come i francesi - dice lui -, giovane (perchè ha 27 anni e quindi è giovane
) rampollo della Milano bene, collegio svizzero, laurea in ingegneria, master alla Bocconi, una vita spesa fra Ibiza, St.Moriz, ragazze facili, l'alcol, la cocaina e una ragazza con cui forse sta da troppo tempo e per abitudine. E quando proprio lei, Anita, lo lascia, Leon per la prima volta sembra perdere l'equilibrio, a seguito anche della morte del nonno paterno, figura così distante quanto vicina. Leon sente di doversi staccare da questo mondo e si rifugia in una tenuta nella campagna toscana, dove gradatamente si accosterà al lavoro manuale in occasione della vendemmia. Incontrerà persone vere, con storie vere e una vita vissuta pienamente; e non potrà scostarsi da una riflessione sulla sua vita e sulle sue scelte, che lo porteranno ad avere una visione totalmente diversa dell'esistenza.
E' così odioso Leon all'inizio, con i capelli a scodella, la sua erre moscia e quell'atteggiamento da padrone del mondo che verrebbe da tirargli una testata! Ma dalla metà del romanzo in poi, quando si incontra/scontra con la realtà di Fattoria del Colle, vorresti non lasciarlo mai...per vedere cosa sente, cosa prova, fermarlo quando ricade nel gioco di morte della "barella", buttarlo tra le braccia di Giulia, strapparlo da quello di Anita, assistere all'abbraccio con Stéphane o alle prove di ballo con Ricardo e Vittoria...e soprattutto sapere se, tornato a Milano, saprà disintossicarsi da una vita fatta solo di "avere" e non di "essere".
Mi mancherà questo stronzetto... 

Montevecchia, dal balcone della mamma...mi piaceva lo scorcio, il cielo dopo che stamattina si preannunciava di nuovo tempesta, i corni sullo sfondo...peccato non essere brava a fare le foto, ma soprattutto peccato per l'orrendo capannone in primo piano...grrrr...

Adoro questo personaggio, adoro questa interpretazione...adoro quest'uomo!
«Per tutta la vita sono stata io quella saggia...non ho il diritto anch'io di fare una piccola follia? Per una volta...?»
Odio il pogo e chi lo pratica. Bello e divertente, non c'è che dire...ma perchè voi vi dovete divertire e io no? E perchè il pogo comincia sempre sulle canzoni più belle, magari le uniche che sai, in un concerto di una band che ti piace ma che ancora devi scoprire e apprezzare fino in fondo?
Detto questo, magnifica serata quella di venerdì a Bergamo (sigh...la mia amata!), al concerto dei Baustelle: bella compagnia, bella musica, molte risate, qualche faccia rivista dopo tanto tempo...una delusione amara che ancora non va giù.
E soprattutto...un uomo. Si sa che io mi innamoro in fretta... eheheheh 

(Grazie Clo per la foto...la prendo in prestito, dai!!!
)
«Ma se...
se canto oggi c'è un perchè
perchè vorrei che fossi qui
che fossi qui accanto a me
in questa notte così piccola...»
Ieri sono tornata a vibrare. Avevo un pò di timore, dopo la defaillance di Trezzo...e invece sono stata bravissima! Sarà stata la piazza che ha visto nascere e crescere questo grande amore, sarà stata la Madunina che guardava giù, sarà stato il caldo, sarà che ho fatto finta di non vedere il ragazzo sul trespolo, sarà che con Petty a due passi tutto mi suonava molto Incantevole, sarà che io sono Incantevole, dentro, fuori e tutto intorno, sarà che forse avevo solo voglia di farmi trascinare dalla musica, da quelle emozioni che solo loro sono in grado di darmi, da "questa è la mia", ma soprattutto da "questa è la nostra"... beh, sarà un mix di tutte queste cose, ma il concerto di ieri sera è stato favoloso e sono contenta di averlo vissuto pienamente, senza tralasciare niente, e lo dimostra il fatto che oggi sono sì devastata nel corpo (le mie corde vocali gridano vendetta...evviva i 3 mesi di logopedia!!!!) e nello spirito, ma felice, anzi, felicissima!
Certo, Tu mi manchi...mi manchi da morire...ma Tu sei felice, vero? E allora andiamo avanti...sperando di avere sempre questa serenità nel cuore e oltre le nubi!
I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sweep alone
Sweep the streets I used to own
I used to roll the dice
Feel the fear in my enemy's eyes
Listen as the crowd would sing:
"Now the old king is dead! Long live the king!"
One minute I held the key
Next the walls were closed on me
And I discovered that my castles stand
Upon pillars of salt and pillars of sand
I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
Once you go there was never, never an honest word
That was when I ruled the world
(Ohhh)
It was the wicked and wild wind
Blew down the doors to let me in
Shattered windows and the sound of drums
People couldn't believe what I'd become
Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?
I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
(Ohhhhh Ohhh Ohhh)
I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
Oooooh Oooooh Oooooh
"Violet Hill" mi aveva un pò deluso, ma poi ho scoperto "Viva la vida": le campane, i violini, un suono, un ritmo e una voce davvero trascinanti...meraviglia, adesso aspetto con ansia l'uscita dell'album!!! Bentornati Coldplay...